Un articolo di Cynthia Ward pubblicato sul sito dell'English Department Connecticut College diretto da Amitava Kumar e Michael Ryan
Lo scopo del lavoro della Ward è di offrire una critica indiretta ad alcune delle ipotesi prevalenti sulla cultura visuale e, in generale, agli studi culturali dei processi visuali e di come esso funzionino. Partendo dagli studi della neuropsicologia cognitiva sul processo della visualizzazione, la Ward sostiene che i processi di visualizzazione legati alla nostra percezione dell'arte visiva ma anche della realtà in generale, non sono processi innati o istintivi ( gli oggetti o eventi della realà non esistono oggettivamente in attesa di essere percepiti ) ma sono in realtà condizionati da 'artefatti' dell'ambiente in cui viviamo. Tutti gli stili artistici non fanno altro che astrarre serie di invarianti geometriche in grado di influenzare il modo con cui noi le percepiamo e di generare dei processi neuronali votati alla loro percezione. Per dimostrare il processo la Ward sostiene che l'arte frattale o frattalismo, così come è stata usata nel disegno artistico africano a partire dagli antichi egizi, segnala un modo completamente diverso di realismo visuale, rispetto a quello descritto dalla geometria Euclidea, che costituisce ancora oggi la base della rappresentazione artistica del mondo occidentale moderno, fotografia inclusa. Mentre la geometria convenzionale o Euclidea è focalizzata sulla rappresentazione degli oggetti, la geometria frattale modella i processi, processo visuale incluso.
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Link utili a capire meglio l'argomento trattato:
Psicolab: Laboratorio di ricerca e sviluppo in psicologia
Cultura visuale di Cristina Demaria
Il frattalismo di Gianfranco Pugliese