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complessità
RITALIN: “emergenza” della complessità.
Stefano Verza
RITALIN: “emergenza” della complessità. La proposta di anfetamine ai bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.
INCIPIT Porre emergenza tra virgolette vuole giocare sulla duplicità di significato che il termine assume in base all’approccio della complessità o a quello del senso comune. Nel primo caso ciò che emerge si vede solo se le nuove proprietà emergenti vengono studiate nella loro totalità. Nel secondo caso la parzialità del tipico pensiero razional-lineare ignora i segnali deboli di ciò che sta emergendo, sino a quando ci appaiono tutte di colpo circostanze impreviste che generano improvvisa difficoltà: le emergenze, appunto. Si cerca di incasellarle in preda all’ansia del non controllo, escludendo concetti come approccio olistico, interdisciplinarità e influenza riflessiva e circolare.
RITALIN: un possibile approccio olistico e interdisciplinare
In un periodo storico di ansie sociali , come ci dice Marina Valcarenghi “la delega all'esperto è la forma piu visibile e diffusa di autorassicurazione. Le specializzazioni aumentano e si ramificano come liane nella giungla”. Ma noi non le sfruttiamo per muoverci agilmente, passando da una all’altra, preferiamo volgerci come dice Vincenzo Manna “verso sintesi scientifiche sempre più inclusive, approcci teoretici limitati e dogmatici”. Ogni esperto sostiene le sue tesi, argomentandole con maggiore o minore incisività, cogliendo sicuramente singoli aspetti significativi e condivisibili del problema, ma se si continua a considerarli antitetici piuttosto che in influenza riflessiva e circolare, non si concorrerà mai a formare una visione olistica della realtà. Intendo dire che la proprosta di somministrare il Ritalin (metilfenidato), che è un'anfetamina, addirittura ai bambini in età prescolare, andrebbe vista forse anche in ottica allargata se non proprio olistica, per domandarsi se per caso:
(fonte: http://www.ecplanet.com/canale/salute-7/neurologia-69/1/0/11875/it/ecplanet.rxdf - The Ultimate Betrayal” a cura di Bruce Wiseman);
Perché farsi queste domande?
Perchè la diagnosi dell’ADHD in età prescolare è considerata spesso dai medici problematica, in quanto legata alla difficoltà nel distinguere l’ADHD dai cambiamenti nelle attività e nell’attenzione, che dipendono invece da un normale sviluppo.
E perché come ci dice il Dott. Claudio Ajmone, Psicologo, ci sono molte patologie che mimano l’ADHD e sono ascrivibili a svariati aspetti della nostra vita. Una semplice regola di buon senso scientifico dice che più i sintomi di una malattia si sovrappongono a quelli di altre malattie, più è probabile che essa non esista. Le patologie in grado di mimare l’ADHD sono una settantina, e si tratta di un elenco non esaustivo.
Cosa c’entra tutto questo con ComplexLab?
ComplexLab sa cogliere le emergenze nella complessità e il mio è un tentativo si sensibilizzare su una sottovalutata variabile che inciderà sempre più sulle dinamiche di Social Networking: lo stato alterato di coscienza. Forse si potrebbe considerare che sono il primo ad essere in questo stato, ma forse si poterbbe consoderarlo un avvertimento provocatorio: già oggi l’utilizzo di più sostanze contemporaneamente (dorghe, psicostimolanti, alcool, nicotina, sedativi) è diffuso tra adolescenti e adulti, se iniziamo addirittura da bambini ad assumere anfetamine … |
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