|
A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione
complessità
Come sarebbe meglio investire nei fondi comuni d’investimento? Parte SecondaAnalisi su indici obbligazionari L’insieme dei casi esaminati Anche in questa elaborazione tratteremo alcuni casi teorici come se fossero rappresentativi della realtà, adottando una serie di indici obbligazionari pubblicati da MTS S.p.a. sul proprio sito Internet, con valori di apertura a partire dal 30 dicembre 1998. La società di mercato classifica per diverse durate i titoli obbligazionari, ripartendoli in titoli con scadenza: - Tra 1 e 3 anni, - Da 3 fino a 5 anni, - Da 5 fino a 7 anni, - Da 7 fino a 10 anni, - Da 10 fino a 15 anni, - Oltre 15 anni. Inoltre, MTS pubblica anche un indice “globale” rappresentativo di tutto il mercato e indipendente dalla scadenza. Il metodo adottato è simile a quello utilizzato nell’elaborato citato in precedenza. I valori degli indici sono stati rilevati in coincidenza dell’ultimo giorno di mercato aperto di ogni mese a partire dal 30 dicembre 1998 fino al 30 settembre 2003. Il valore di base iniziale è posto uguale a 100 da MTS S.p.a., quindi il rendimento semplice è implicito nel valore raggiunto dall’indice stesso Anche per questi casi, la durata è sufficientemente lunga da essere significativa per la valutazione del comportamento di un investimento. Come per le simulazioni sugli indici di mercato azionario, per simulare nel modo più vicino alla realtà l’investimento in un fondo comune, si suppone che i versamenti periodici mensili siano di entità pari a 50 con il versamento iniziale pari ad una annualità, cioè a 600, senza tenere conto di eventuali costi. La Figura 11 raccoglie i grafici degli andamenti di tutti gli indici citati a confronto tra loro Figura 11
- I titoli obbligazionari di durata inferiore (1-3y) sono meno sensibili alle fluttuazioni del mercato; - I titoli obbligazionari di durata maggiore (>15y) sono, al contrario, quelli che ne risentono maggiormente, pertanto il loro comportamento è assai più “volatile” delle obbligazioni più brevi, soprattutto in presenza di modifiche dei tassi di mercato o di incertezze sui tassi stessi; - Gli andamenti dei due raggruppamenti estremi racchiudono al loro interno tutti quelli con durate intermedie, compreso quello dell’indice globale che rappresenta l’andamento “medio” del mercato obbligazionario; - Esiste una zona in cui tendenzialmente i percorsi degli indici si incrociano; tenere sotto controllo quest’area può essere importante al fine di decidere un cambio di tipo di durata su cui investire[1]. Nella Figura 12 sono rappresentate le differenze dei valori dei vari indici rispetto al valore dell’indice MTS Global ed è particolarmente evidente la zona di incrocio e di inversione delle tendenze. Il gruppo delle obbligazioni con durate residue comprese tra 5 e 7 anni sembra essere quello più rappresentativo dell’andamento medio del mercato e, quindi, quello con grado di rischio sistematico minore[2]. L’analogia tra i due indici deve essere vista più in funzione del piano d’accumulo piuttosto che dell’investimento unico. Quest’ultima forma, infatti, fornisce un risultato che dipende esclusivamente dal valore finale della quota (oltre che da quello iniziale) e non anche da quelli intermedi. Figura 12
In questo caso, in cui stiamo valutando il comportamento di ipotetici investimenti in fondi comuni rappresentati dagli indici obbligazionari determinati da MTS Spa, non si faranno distinzioni tra le diverse tipologie (durate) degli indici, perché, come si può facilmente osservare dalle Figure dalla 13 alla 19, tutti gli indici hanno la comune caratteristica di essersi mossi con tendenza crescente, pur con alcuni momenti di flessione. Di conseguenza, i comportamenti di ipotetici investimenti in tali indici saranno simili tra loro, pur con differenze nei risultati dovute alla diversa capacità “reddituale” degli indici stessi. Come possiamo osservare, per tutti gli indici si sarebbero dimostrati vincenti gli investimenti eseguiti tramite versamenti unici, salvo per quanto riguarda la coda temporale più recente in cui la volatilità dei valori rende incerta una posizione netta. Per valutare, però, la bontà di un investimento non ci si può ricondurre ad un breve periodo di pochi mesi (che copre, con esclusione dell’indice fino a 3 anni, dal 30 giugno 2005 al 28 febbraio 2006 o al 30 marzo 2006 per l’indice delle obbligazioni con durata superiore a 15 anni), bensì bisogna considerare durate più significative non inferiori a tre anni. Figura 13
[1] Scegliere i fondi comuni che investono in titoli più brevi quando gli indici delle obbligazioni a durata maggiore incrociano gli indici delle obbligazioni più brevi rimanendo al di sotto di essi e scegliere quelli che investono in obbligazioni più lunghe nel caso opposto, considerando che per un investitore in un fondo comune è impossibile valutare la duration del portafoglio e che quella orientativa fornita dal regolamento del fondo è di nessun uso pratico [2] La figura evidenzia il fatto che esiste una correlazione inversa tra le obbligazioni di durata maggiore rispetto a quelle di durata minore (il coefficiente di correlazione delle variazioni rispetto all’indice globale è infatti uguale a -0,9880). Se il portafoglio globale (che rappresenta l’insieme del mercato obbligazionario) è quello a rischio specifico nullo, essendo il risultato di tutte le componenti positive e negative e le obbligazioni con durata compresa tra i 5 e i 7 anni sembrano rappresentare una sua buona approssimazione, allora l’investimento in un fondo comune obbligazionario che sia composto da titoli di questo tipo dovrebbe rappresentare una soluzione ragionevole per un investitore che volesse assumersi il rischio sistematico accompagnato da un basso rischio specifico (l’indice ha un beta uguale a 1,0624 e un alfa uguale a –0.0003, che, in valore assoluto, è il più vicino allo zero tra tutti gli alfa degli indici utilizzati; i rendimenti sono stati calcolati con funzione logaritmica naturale, per una rappresentazione log-normale della distribuzione di Gauss). |
Commenti a questo ArticoloContenuti allegatiArea DownloadArticoli referenziatiUtenti referenziatiAltri Articoli della Sezione
|

Tali andamenti esprimono in modo visibile alcuni fatti noti:
I risultati delle simulazioni
Figura 14
Figura 15
Figura 16
Figura 17
Figura 18
Figura 19