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OGGI 16 marzo SU LaSTAMPA.it

Stefano Verza



ARMANDO ZENI
MILANO

  • Un incontro durante il fine settimana o, al massimo, nei primissimi giorni della prossima settimana. Per confrontare le diverse soluzioni finora immaginate dai singoli istituti, per mettere a fuoco le possibili vie d’uscita e soprattutto per capire fino a che punto siano conciliabili in un’unica cordata bancaria, disponibile a rilevare l’80% di Olimpia dalla Pirelli di Marco Tronchetti Provera, quelli che, con il passare dei giorni e delle ore, appaiono sempre più come due progetti alternativi se non contrapposti: da una parte quello allo studio di Intesa Sanpaolo, dall’altra quello elaborato da Capitalia e Mediobanca. Il tempo stringe, entro i primi quattro giorni d’aprile è indispensabile arrivare con una lista di nomi per il nuovo consiglio che dovrà essere votato dall’assemblea Telecom di metà mese, e la necessità di far arrivare un segnale sulla reale volontà del sistema bancario di impegnarsi - magari a termine, magari in attesa di soluzioni meglio definite in seguito - pare sia stata alla base dell’idea del vertice che, da quanto si può immaginare, porterebbe a un primo faccia a faccia gli uomini di Intesa, Capitalia, Mediobanca e Generali. Chi dà per certo un incontro a breve sottolinea come niente affatto casuali le parole del presidente dell’Abi Corrado Faissola che ieri, partecipando all’assemblea dell’Assogestioni, ha voluto ribadire con forza che «le banche hanno sempre cercato di fare la loro parte» aggiungendo che «continuano a farla anche oggi». Poche ore dopo l’amministratore delegato di Alleanza, Ugo Ruffolo, è stato il primo a uscire allo scoperto ammettendo che il tema Telecom «è all’attenzione delle Generali». Insomma, mentre in Borsa i titoli interessati, spinti dai rialzi dei mercati ma anche da una forte speculazione, hanno recuperato buona parte del terreno perso in precedenza con Pirelli in gran spolvero (+6,7% con scambi pari al 4% del capitale) e Telecom Italia in rialzo del 2,36%, l’identikit di chi aspira a diventare nuovo potenziale azionista in Olimpia comincia a prender forma.


  • Tutto in movimento il fronte delle grandi banche. Con un’unica eccezione di Unicredit, deciso - pare - a mantenersi per ora al di fuori della mischia tanto che persino quanto dichiarato ieri mattina a Bruxelles dal presidente del gruppo Dieter Rampl («stiamo osservando la questione: tutti sono interessati a quanto succede nelle telecomunicazioni italiane perchè c’è una discussione in corso in Italia su cosa sarà di Telecom e questo interessa tutti») non viene considerato come un’ammissione di interesse concreto sul dossier Telecom.


  • Resta il dato che, al momento, l’idea di un’unica cordata deve fare i conti con progetti alternativi. Da una parte Intesa Sanpaolo che sta lavorando alla sua cordata, che potrebbe già contare su Deutsche Bank, sui Benetton decisi per ora a restare in Olimpia come soci industriali con il loro 20%, e su una pattuglia di imprenditori tra i quali, nelle ultime ore, oltre a Romain Zaleski (da mesi accreditato di un pacchetto di Telecom superiore all’1%) si sarebbe aggiunto anche Roberto Colaninno, oggi a capo del gruppo Piaggio. Un ex presidente di Telecom che non sarebbe l’unico ex perchè tra i futuri manager del gruppo, insieme alla conferma di Rossi, ci sarebbe un altro ritorno clamoroso: quello di Franco Bernabè, defenestrato proprio dall’Opa di Colaninno. Dall’altra parte si muove o schieramento guidato da Capitalia e Mediobanca in accordo con le Generali, schieramento che starebbe cercando di convincere l’Unicredit di Alessandro Profumo a scendere in campo.



by Stefano Verza last modified 16-03-2007 12:33
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