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Oggi sul Sole24Ore
Stefano Verza
I dilemmi di Rossi se cambiano i soci di Orazio CarabiniMarco Tronchetti Provera ha deciso di cedere o quanto meno diridurre ulteriormente il peso della Pirelli nell'azionariato della società telefonica. Vendere non sarà una passeggiata perché, nonostante la ripresa delle quotazioni degli ultimi mesi, il futuro delle tlc non promette grandi soddisfazioni. Troppe incertezze tecnologiche e regolamentari zavorrano la corsa dei titoli telefonici. Pirelli sta trattando con gruppi finanziari italiani, con fondi di private equity e con altre grandi compagnie telefoniche europee (la spagnola Telefonica in particolare) la cessione parziale o totale della partecipazione detenuta attraverso Olimpia in Telecom Italia (18%). Qualora fosse possibile arrivare a un accordo che mettesse Pirelli, e la Edizione Holding della famiglia Benetton, in condizioni di non perdere altri soldi dopo la recente svalutazione della partecipazione,la società milanese dichiarerebbe chiusa l'avventura nelle tlc e si ritirebbe nei suoi settori tradizionali di attività (pneumatici e immobiliare). Il passo indietro della Pirelli avverrebbe in concomitanza con due scadenze delicate: il rinnovo delconsiglio di amministrazione e il ricambio del management. Il mandato dell'attuale board di Telecom Italia si esaurisce con l'assemblea che approverà il bilancio del 2006. Molti consiglieri potrebbero essere sostituiti soprattutto se l'azionariato dovesse cambiare prima di allora. Qualora tra i soci prevalessero gruppi finanziari non è da escludere che nasca un comitato strategico se non un comitato esecutivo che affianchi il presidente Guido Rossi nel suo difficile percorso di riorientamento strategico della società. Perché finora Tronchetti Provera, nel bene e nel male, si è sempre assunto,come azionista e capo del management, la responsabilità delle decisioni più impegnative. Con una compagine societaria più frammentata la posizione di Rossi potrebbe essere rafforzata dalla presenza di una struttura di supporto all'internodel Cda che sarebbe anche garanzia di decisioni più collegiali. Rimane irrisolta la questione dei vertici operativi. L'armistizio prenatalizio che ha portato al congelamento delle posizioni di Carlo Buora e di Riccardo Ruggiero non è certo una soluzione destinata a durare nel tempo. Attualmente la Pirelli ha ancora una salda presa sulle scelte di fondo di Telecom Italia.La permanenza di Buora nella società telefonica, che Rossi non ha incoraggiato, lo dimostra. Tuttavia quella presa non sembra abbastanza salda da consentire alla Pirelli di stabilire quali saranno i manager che scriveranno il piano triennale. E in particolare i capi delle quattro divisioni create alla vigilia di Natale. Rossi sa che occorre valorizzare il ruolo del management interno, dopo anni diinnesti dall'esterno, anche per ridare continuità a una gestione caratterizzata da troppo brusche inversioni di marcia. E toccherà ai nuovi vertici operativi approntare l'atteso piano industriale. Che sarà all'insegna dei grandi investimenti: miliardi di euro per la nuova rete a banda larga sui quali deve essere possibile avere un ritorno. È la linea che gli exmonopolisti sostengono in Europa e che ha portato alla legge tedesca in favore di Deutsche Telekom lacui nuova rete Vdsl non dovrà essere obbligatoriamente aperta agli altri operatori. Per Telecom Italia il primo scoglio da superare è l'Authority italiana delle Comunicazioni. Dopo le tensioni dei mesi scorsi, culminate con le denunce di «persecuzione» da parte di Tronchetti Provera, Rossi ha avviato un dialogo con il presidente Corrado Calabrò i cui risultati si vedranno nelle prossime settimane. In attesa che il mercato europeo diventi unico non solo a parole ma anche nei fatti, con un solo regolatore e con l'avvio di una stagione di fusioni transfrontaliere che coinvolgerebbero Telecom Italia e che spiegherebbero l'interesse dei big europei per una partecipazione anche di minoranza nella società italiana. Ma questi sono sviluppi che richiedono tempo. Intanto Rossi dovrà far approvare il piano industriale.Verificando, in particolare, se sarà possibile finanziare gli investimenti necessari per la nuova rete senza cedere Tim Brasil. E non è escluso che scelte così delicate siano rinviate al nuovo Cda visto che quello attuale scade tra pochi mesi. |
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