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complessità

Multiorganizzazione e diritto

Sergio Sabetta

La rottura della simmetria


punti cardinaliOgni organizzazione può fare germogliare una nuova organizzazione in un oceano di bolle organizzative sì da potere parlare di “inflazione caotica”, eterna ed autoriproduttiva, ma solo alcune organizzazioni permettono alla coscienza di potersi sviluppare nella sua complessità. L’estensione dell’organizzazione a seguito di una possibile espansione inflazionaria può essere tale da impedire una visione sferica complessiva con tutte le sue connessioni, si che appare a prima vista piatta ed uniforme, tutta questa schiuma organizzativa è immersa in una cultura impalpabile che può assimilarsi all’energia oscura dell’universo di cui si avverte la forza gravitazionale senza tuttavia poterla esattamente individuare.
L’elemento portante di ogni struttura organizzativa sono le informazioni che si intersecano fra loro secondo vibrazioni melodiche, in una sinfonia continua che risuona sia nelle singole organizzazioni che intorno ad esse.
Se l’organizzazione è una scena su cui si muovono degli attori, essa non è rigida ma dinamica e possiede una propria massa che deforma lo spazio e il tempo dell’agire del singolo attore, ma anche delle altre strutture organizzative che vengono ad interagire, non è tuttavia l’organizzazione per sé stessa che “attira” ma lo spazio deformato che “spinge”, questo tuttavia non ci è evidente per errori di rappresentazione della realtà da parte dei nostri sensi.
Vi è una continua conversione di energia, di cui la finanza non è che un rivelatore di stato, che obbedisce alle leggi della termodinamica secondo le quali ogni trasformazione ha un costo e l’entropia totale di un tale processo all’interno di una struttura chiusa è sempre in crescita, unico rimedio per invertire il processo è scaricare i costi su strutture esterne, ma questo finché è possibile espandere la schiuma organizzativa. La velocità di crescita, rifacendosi alle soluzioni di Friedmann, è data dalla densità media di risorse nell’organizzazione per la tipologia di cultura presente, che determina la volontà espansiva.
Una eccessiva tensione interna impedisce la nascita mediante auto-organizzazione, di fatto viene a mancare una comunicazione efficace, l’espansione dell’informazione ossia la sua trasmissione è legata alla fisicità del mezzo di trasmissione nonché alla capacità di assorbimento.
La trasmissione di informazione comporta comunque una dissipazione di energia, una entropia con progressiva degradazione dell’informazione stessa che verrà in parte scartata, in quanto l’impossibilità di selezionare la stessa trattenendola indefinitamente equivale all’eternità del moto perpetuo in contrasto con i principi della termodinamica, al congelamento del divenire della vita, ad una sorte di nirvana in cui si vivrebbero all’infinito degli eventi di cui si diventerebbe prigionieri, ma tutto questo risulta impossibile e la morte subentrerà come fine del trattamento dell’informazione, questa tuttavia deve rimanere in qualche parte dell’universo   organizzativo in base ai principi della meccanica quantistica anche se alterata come sostiene Hawking.
Ogni tipo di organizzazione, come una qualsiasi civiltà ha  una propria forma caratteristica di radiazione del pensiero e la sua crescita è legata direttamente al consumo di energia, ma l’analisi di tale radiazione appare deformata dalla stessa osservazione, in quanto l’osservatore è lui stesso portatore di valori e centro dell’osservazione, si viene a creare una imprecisione obbligata secondo il principio di indeterminazione di Heinsenberg. Un ulteriore elemento che viene a distorcere quale una lente l’osservazione è il lensing gravitazionale delle  singole organizzazioni che creano campi perturbativi, influenzando sia l’osservatore che le altre organizzazioni con conseguente difficoltà a determinare l’effettivo stato della singola organizzazione, i vari bilanci, come in qualsiasi aspetto finanziario, assumono quindi la caratteristica di una lettura euristica dell’organizzazione, in realtà vi è una profonda corrispondenza tra l’azione del singolo elemento e la complessità dell’organizzazione nell’insieme anche se ognuno fornito di proprie leggi.
Ogni organizzazione ha  una propria simmetria capace di spiegare una grande quantità di dati in termini concisi ed economici, fenomeni apparentemente indipendenti sono manifestazioni di uno stesso principio legati tra loro da rapporti di simmetria, capire il modo in cui le nuove organizzazioni nascono dalla “rottura della simmetria” di precedenti strutture porta a comprendere le leggi che le governano.
Solo la “rottura della simmetria” quale imperfezione organizzativa permette di interagire con l’ambiente, altrimenti sfericamente estraneo, la transizione, da una fase all’altra rappresenta la separazione a seguito di una rottura di simmetria di una forza dalle altre, come per qualsiasi organizzazione lo stesso avviene per le organizzazioni giuridiche che nascono per germinazione.
Livelli diversi energetici creeranno organizzazioni fornite di campi di potenza diversi in cui si eserciteranno forze contrastanti, quali l’autorità e la spinta alla libertà di ciascun essere umano. Una eccessiva autorità verrà a schiacciare la libertà creativa dell’uomo portando al congelamento, riducendo di fatto l’orizzonte degli eventi, mentre il collassamento dell’organizzazione porterà all’espulsione esterna di parte della materia base delle risorse, rimanendo tuttavia una parte della memoria congelata nel tempo.
L’espansione di una organizzazione può avvenire con i caratteri dell’informazione inflattiva, in altre parole ad una velocità superiore all’espandersi dell’informazione con il nascere di strutture interne non pervase dalla bolla informativa originaria. Dalla fase di espansione dello stato di energia iniziale allo stato finale di energia fossile si passa attraverso innumerevoli transizioni di fase con proprie leggi auto-organizzanti, vi sono tuttavia dei “falsi vuoti” in cui apparentemente si è raggiunto il livello minimo di energia.
Si può pertanto valutare l’espansione iniziale di una qualsiasi normativa uguale al rapporto tra la forza di repressione, la cultura ambientale e il valore del rischio derivante dalla sua violazione.
Abbiamo già in altre occasioni osservato che tutti gli eventi possibili, anche se improbabili, possono accadere il problema è il tempo necessario all’evento, si che l’evento per un osservatore diventa la probabilità dell’accadimento di cui tuttavia lo stesso osservatore è il creatore con il collassamento della funzione dell’evento in uno stato definito, esso esiste in quel modo per il mondo in quanto si ha una decoerenza che nasce, come osserva Dieter Zeh, da una qualsiasi possibile interferenza, ma la lettura varierà per ciascun osservatore non solo per gli aspetti del singolo ma anche per il mondo in cui esso è posto. Ad esempio se noi osserviamo attraverso un universo a due dimensioni, diritto e contabilità, non ci renderemo conto delle ulteriori dimensioni, es. politica, fino a che non subiamo le spinte ossia le increspature che interferiranno sulle nostre leggi con cui decodifichiamo l’organizzazione, questo tuttavia se da una parte ne segnala l’esistenza dall’altra non permette di per sé la valutazione della sua complessità, in quanto rivelare l’esistenza di una informazione non equivale a trasmetterla essendo impossibile pensare di interpretare una informazione separatamente dall’unità della fonte.
Ogni organizzazione che non si espande, quale supporto all’informazione, tenderà a compattarsi, tuttavia questo non esclude che nel perturbarne lo stato con l’osservazione di fatto noi la modifichiamo e questo accade in qualsiasi organizzazione, anche per le leggi in cui la loro applicazione porta lentamente in termini interpretativi alla loro modifica.
In un universo giuridico vi è una dualità con gli universi organizzativi, esso ha avuto origine da uno scambio tra mondi socio-economici ed è espressione di consuetudine, tuttavia non è un semplice continum delle realtà organizzative, ma solo una elaborazione di una percezione frantumata delle stesse.
Le norme e i suoi elementi costituenti, commi, articoli, leggi, sono semplici membrane il cui pizzico crea l’azione e il momento, il loro interagire crea condizionamenti reciproci in cui i modelli della realtà si risolvono attraverso calcoli ricorsivi che negando la linearità portano all’accettazione della complessità e alla creatività.
L’instabilità derivante dall’interagire della stabilità complessa della norma con il caos della quotidianità porta alla stabilità dinamica degli attrattori caotici, ai bacini di attrazione in cui gli eventi si ripetono ma mai uguali e con oscillazioni diverse, si ha quindi una riduzione della complessità in fasce di prevedibilità ma non di certezza.Il sistema efficiente è quello fornito di una ampia variabilità, tale da ricomprendere il massimo numero di eventi imprevedibili, con un minimo di informazioni.

Bibliografia


•    Antonucci, Perché solo Wittgenstein era a proprio agio nel caos?, Complexlab.com;
•    Hawking – Thorne – Novikov – Timothy e Linghtman, The future of Space – Time, W.W. Norton, New York, 2002;
•    Michio Kaku, Mondi paralleli, ed. Codice, Torino, 2006;
•    Oerter, La teoria del quasi tutto, ed. Codice, Torino, 2006.


by Carlo Mazzucchelli last modified 20-11-2007 20:12
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