Preferiti
EBEN Italia EBEN (European Business Ethics Network) è l'associazione italiana che si propone di promuovere e diffondere la cultura dell’etica e della responsabilità eco...
GRI - Global Reporting Initiative The Global Reporting Initiative’s (GRI) vision is that reporting on economic, environmental, and social performance by all organizations becomes as routine an...
DJSI (Dow Jones Sustainability Indexes) Principale indice di tracciamento delle performance finanziarie delle più importanti aziende quotate considerate socialmente responsabili nel mondo
CSR Europe CSR Europe is the leading European business network for corporate social responsibility with over 60 leading multinational corporations as members.
 

 
A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione

Religione e scienza: forse non è così che stanno le cose

Francesco Zanotti

Vorrei solo fornire materia prima per il dibattito. Non una opinione a favore o contro la presenza del Papa alla Sapienza. La “materia prima” riguarda i due temi chiave che questo “incidente” ha portato alla luce: la religione e la scienza.

Vorrei dire che la teologia cattolica e la scienza oggi sono molto diverse da come sono rappresentate, in modo troppo semplicistico in questo dibattito.

La teologia cattolica (preferisco parlare di quella perché è questa ad essere in gioco, non genericamente, la religione) non pretende di essere la detentrice, nella storia,  della Verità assoluta. Anzi dice quasi esattamente il contrario. Dice che la Chiesa è un popolo in cammino verso la verità che deve scoprire ogni giorno faticando nella storia insieme a tutti gli altri uomini. Di più sostiene che questo camminare è guidato dallo Spirito che soffia dove pare a Lui senza rendere conto a nessuno. Anzi chiedendo, ai fedeli soprattutto, di essere attenti a dove Lui ha deciso di suggerire sempre ulteriori frammenti di verità. E non è detto che decida di rivelarli all’interno della Chiesa. La verità sarà completamente chiara solo alla fine della Storia, ma non sarà come si immagina una ideologia, ma una Persona: il Cristo.

Allora la teologia cattolica suggerisce che nessuno ha, nella storia, il monopolio della verità completa. Tanto meno la Chiesa! E i dogmi? Innanzitutto i dogmi sono pochi e, poi, sono cristallizzazioni delle scoperte che la Chiesa fa nel suo cammino nella storia. La Chiesa pretende solo di proclamare quei frammenti di verità che ha racchiuso nei dogmi. Il resto è opinione, compresa quella del Papa, anche se si esprime attraverso lo strumento dell’enciclica.

E veniamo alla scienza. Nell’ottocento la scienza e la tecnica erano di tipo riduzionista. Erano la scoperta laica della verità. E i loro risultati erano la verità che sostituiva la verità religiosa. Il modello è quello della meccanica classica. Oggi non è più così!

Non vorrei tediare i lettori, ma d’altra parte, come si fa a dire che la scienza e la religione sono contrapposte se non si conosce cosa sia la scienza oggi?

La scienza oggi ha perso la sua identità di scienza. Oggi è un costrutto sociale, invece che essere Verità. Le leggi della scienza sono contingenti nello spazio e nel tempo. La scienza che conosciamo è una delle scienze possibili in uno degli universi possibili.

Accidenti, come è difficile sintetizzare in poche righe. Forse ci riesco con tre esempi: i teoremi di Godel con tutto quello che ne è seguito, la meccanica quantistica fino alla teoria del Campo di Higgs e la teoria dell’evoluzione che viene definita Evo-devo. Posso aggiungere a questi tre esempi, come corollari, la metafora dei sistemi autopoietici, la teoria del Caos e dei frattali.

Anche la tecnologia non è più la Tecnica della macchina, ma quella delle nanotecnologie e della intelligenza artificiale che sono molto coerenti con la nuova scienza che ripudia il riduzionismo.

Io davvero non riesco ad essere più dettagliato. Non mi resta che suggerire la lettura di qualche testo di teologia contemporanea o anche di due costituzioni del Concilio Vaticano II: la Costituzione dogmatica Lumen Gentium e la Costituizone pastorale Gaudium ed Spes .

E di suggerire la lettura di qualche testo di presentazione dei risultati più recenti di fisica, matematica e biologia. Se uno fosse masochista potrebbe esplorare anche il mondo delle filosofie post-moderne.

 Se provate ad addentrarvi in queste letture sarete sorpresi dal trovare che, in fondo in fondo, è molto più quello che unisce che quello che separa la scienza e la teologia attuali. Ed anche il pensiero post moderno.

Galileo e Bellarmino non lo potevano sapere e, quindi, sono stati costretti a contrapporsi. Noi possiamo piantarla con le liti ideologiche: basta leggere. Se non vogliamo farlo. Almeno non alimentiamo contese che andavano bene secoli fa, ma che oggi hanno perso ogni ragione di essere.



by csr last modified 31-01-2008 10:50
Document Actions
Commenti a questo Articolo

Contenuti allegati
Area Download
Articoli referenziati
Utenti referenziati

Altri Articoli della Sezione
India, Giappone e la crisi
Tassi, leggi dell’economia e marziani
Eurobarometro ed esortazioni retoriche
Tutte le vacche del mondo in scarpe
Auto gestione: dipende da cosa si deve gestire!
Formazione, conoscenza e life long education: le opinioni dei formatori delle principali imprese italiane
Io sì che saprei come fare
Quattro lettere di superficialità
Recessione e “scienze della complessità”: sintesi del dibattito pubblicato
Lettera aperta ai Contributori del Rapporto “Responsabilità Sociale” (Il Sole 24 Ore - 25 marzo 2008)
Riflettendo sul Rapporto LUISS 2008 sulla classe dirigente: serve una nuova cultura per qualunque classe dirigente
Sicurezza: innovazione o conflitto? Una nuova proposta dalle scienze della complessità
Recessione e mercati finanziari
Recessione e "progetto complessità": la risposta di Cipolletta
L’economia della quantità non assicura felicità
Recessione e "progetto complessità": un commento autorevole
Recessione e “Progetto complessità”
Leggere e aggiornarsi? Non serve più
Fuori onda o fuori etica?
Inseguiamo soluzioni impossibili
Sorgente Aperta, il progetto di ricerca
Se le materie prime non bastano?
Spazzatura, governabilità e complessità
Principi generali per una politica innovativa di Stakeholder engagement
Religione e scienza: forse non è così che stanno le cose
Peggiorerà la qualità del credito, frenerà lo sviluppo
Egoista? No, poliarca “puro”
L’Italia crescerà meno del previsto. Lettera aperta a Dario Di Vico, Andrea Guerra e a tutti noi
Il referendum con grande serenità
La nostra responsabilità sociale nel 2008
Community management e Web 2.0: libri e convegni.
E dopo il Censis …
Le Considerazioni generali del 41° Rapporto Censis: una profezia da realizzare
La crisi finanziaria prossima ventura 2
Una svolta, ma “vecchia” di più di vent’anni
Nuove frontiere della scienza, alta finanza e cittadinanza.
Class Action, nomine Telecom: incertezze e bufere.
Capitalismo 3.0: il corniciaio e la Gioconda
La camera dei lord: ovvero l’autoreferenzialità questa sconosciuta
Ci vogliamo dimenticare della produttività o no???
Trenta Euro di sviluppo
Prima contrapposizione: responsabilità nei confronti degli azionisti o dell’occupazione?
Aspen Institute, socialità e business school di provincia
Swap, responsabilità sociale e valore per gli azionisti
CSR: da un compromesso al ribasso ad una nuova Governance dello sviluppo
Otto nuove banche all’anno: ma davvero è un brutto segnale?
Marchionne, la responsabilità sociale e oltre.
La crisi finanziaria prossima ventura
Consulenti alla sbarra
Lo strappo della FIOM e l’imprenditorialità di popolo
Dialoghi e progettualità sociale
Ricominciando: i nostri progetti e gli obiettivi.
Arrivederci con una promessa.
Alitalia: una storia di irresponsabilità sociale diffusa.
Un engagement efficace ed efficiente degli stakeholders tradizionali, spontanei e locali
I convegni sulla Csr: ritrovo tra i soliti noti.
Troppi estremisti non permettono di decidere?
Vendita Telecom e responsabilità sociale: il nostro rapporto di analisi.
La FIOM non vuole la Borsa?
Lezioni da Danone, Sony e Reale Mutua
L’utopia del dialogo … o della decisione?
Il contratto impossibile. Perché?