Preferiti
EBEN Italia EBEN (European Business Ethics Network) è l'associazione italiana che si propone di promuovere e diffondere la cultura dell’etica e della responsabilità eco...
GRI - Global Reporting Initiative The Global Reporting Initiative’s (GRI) vision is that reporting on economic, environmental, and social performance by all organizations becomes as routine an...
DJSI (Dow Jones Sustainability Indexes) Principale indice di tracciamento delle performance finanziarie delle più importanti aziende quotate considerate socialmente responsabili nel mondo
CSR Europe CSR Europe is the leading European business network for corporate social responsibility with over 60 leading multinational corporations as members.
 

 
A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione

La camera dei lord: ovvero l’autoreferenzialità questa sconosciuta

Francesco Zanotti

Oggi, 8 novembre 2007, il Sole-24ore ha pubblicato a pag. 15 un articolo che descrive uno studio di tre ricercatori che hanno esaminato la composizione dei Consigli di Amministrazione delle società quotate tra il 1998 e il 2006. I risultati sono lì da leggere sul giornale, ma la sintesi è semplice: vi sono 75 inamovibili che fanno parte di più consigli di amministrazione e che collegano il 76% delle società quotate.

Questo intreccio diventa più fitto se si considerano le società dello S&P-MIB40.

Fino a qui la notizia. E i commenti? Il titolo parla della parola di “modissima” (casta), il riferimento costante è al potere, la percezione è l’esclusione di noi tutti da questo potere.

Il mio commento? Il primo e’ che sembra proprio che questi commenti siano ispirati alla rabbia di non fare parte della Camera dei Lords. Sono stato troppo maligno? Difendo la casta?

No! Sostengo che servirebbero non atti di accusa “pelosi”, ma proposte concrete.

Credo anch’io che il fatto che nei posti chiave del sistema economico ci sia un gruppo inamovibile sia dannoso. Ma non per la concentrazione del potere, ma per la scarsa possibilità di innovazione.

Mi spiego. Da anni è entrata nel gergo comune una parola: autoreferenzialità. Essa significa, insieme, il guardarsi dentro e il sentirsi al centro dell’universo di un uomo o di un gruppo di uomini. L’autorefenzialità, allora, come fenomeno negativo di chiusura verso gli altri e, quindi, di incapacità di ascolto della diversità.

Quello che non è passato nella coscienza comune, però, è che questa chiusura autoreferenziale dei sistemi umani (dalle persone, ai consigli di amministrazione) non è una scelta libera. E’ una inevitabilità strutturale, una legge dei sistemi complessi: se un gruppo di uomini rimane troppo isolato costruendo relazioni al suo interno diventerà incapace di guardare fuori.

Allora la cosa che preoccupa di più del fatto che esista la camera del Lords è che questo tipo di struttura rende quasi impossibile l’innovazione.

Lo ripeto per esteso: signori andate a leggiucchiare qualcosa sui sistemi complessi (anche se guardate da fronti opposti come le teorie di piccolo mondo o la teoria dei sistemi autopoietici) scoprirete che ogni camera dei Lords blocca la capacità di innovazione dei territori che governa. Meglio: rende possibili sono piccole innovazione interstiziali.

Se così, allora come sbloccare questa situazione? Non certo rispondendo ad autoreferenzialità con autoreferenzialità!

Io credo che tutti coloro che fanno parte della Camera dei Lords siano persone degne ed anche competenti. Probabilmente, davvero, le più degne e competenti. Ed anche animate da spirito etico. Ma questa chiusura autoreferenziale si manifesta malgrado siano i migliori.

Se accusiamo la casta di volere questa chiusura, manifestiamo una chiusura uguale e contraria nei loro confronti.

Voglio osare ancora di più: se li sostituissimo tutti peggioreremmo la situazione. Metteremmo probabilmente persone meno in gamba che prenderebbe la nomina come la rivincita da sempre attesa nei confronti degli “usurpatori” e della loro protervia. Considererebbero la nomina come punto di arrivo e aggraverebbe il processo di chiusura autoreferenziali.

Allora cosa fare?

Proposta banale: proviamo ad informare queste 75 persone di queste leggi sul funzionamento dei sistemi complessi. Basterebbe questa conoscenza a sbloccare il meccanismo perverso dell’autoreferenzialità. Comincerebbero loro a cercare nuove relazioni ed il gioco sarebbe fatto. Non lo farebbero tutti? Non è importante: basterebbe che lo facesse il 10 % e attiveremmo una ventata di innovazione nel sistema economico italiano che nessuna riforma strutturale può neanche immaginarsi.

Detto diversamente, invece di pensare che sono demoni del male, pensiamo che siano uomini che sono, come tutti noi, alla ricerca della verità. E diamo loro alcuni frammenti di nuove verità, invece di attaccarli dopo aver cercato disperatamente di ingraziarceli con suppliche.



by csr last modified 08-11-2007 12:53
Document Actions
Commenti a questo Articolo

Contenuti allegati
Area Download
Articoli referenziati
Utenti referenziati

Altri Articoli della Sezione
India, Giappone e la crisi
Tassi, leggi dell’economia e marziani
Eurobarometro ed esortazioni retoriche
Tutte le vacche del mondo in scarpe
Auto gestione: dipende da cosa si deve gestire!
Formazione, conoscenza e life long education: le opinioni dei formatori delle principali imprese italiane
Io sì che saprei come fare
Quattro lettere di superficialità
Recessione e “scienze della complessità”: sintesi del dibattito pubblicato
Lettera aperta ai Contributori del Rapporto “Responsabilità Sociale” (Il Sole 24 Ore - 25 marzo 2008)
Riflettendo sul Rapporto LUISS 2008 sulla classe dirigente: serve una nuova cultura per qualunque classe dirigente
Sicurezza: innovazione o conflitto? Una nuova proposta dalle scienze della complessità
Recessione e mercati finanziari
Recessione e "progetto complessità": la risposta di Cipolletta
L’economia della quantità non assicura felicità
Recessione e "progetto complessità": un commento autorevole
Recessione e “Progetto complessità”
Leggere e aggiornarsi? Non serve più
Fuori onda o fuori etica?
Inseguiamo soluzioni impossibili
Sorgente Aperta, il progetto di ricerca
Se le materie prime non bastano?
Spazzatura, governabilità e complessità
Principi generali per una politica innovativa di Stakeholder engagement
Religione e scienza: forse non è così che stanno le cose
Peggiorerà la qualità del credito, frenerà lo sviluppo
Egoista? No, poliarca “puro”
L’Italia crescerà meno del previsto. Lettera aperta a Dario Di Vico, Andrea Guerra e a tutti noi
Il referendum con grande serenità
La nostra responsabilità sociale nel 2008
Community management e Web 2.0: libri e convegni.
E dopo il Censis …
Le Considerazioni generali del 41° Rapporto Censis: una profezia da realizzare
La crisi finanziaria prossima ventura 2
Una svolta, ma “vecchia” di più di vent’anni
Nuove frontiere della scienza, alta finanza e cittadinanza.
Class Action, nomine Telecom: incertezze e bufere.
Capitalismo 3.0: il corniciaio e la Gioconda
La camera dei lord: ovvero l’autoreferenzialità questa sconosciuta
Ci vogliamo dimenticare della produttività o no???
Trenta Euro di sviluppo
Prima contrapposizione: responsabilità nei confronti degli azionisti o dell’occupazione?
Aspen Institute, socialità e business school di provincia
Swap, responsabilità sociale e valore per gli azionisti
CSR: da un compromesso al ribasso ad una nuova Governance dello sviluppo
Otto nuove banche all’anno: ma davvero è un brutto segnale?
Marchionne, la responsabilità sociale e oltre.
La crisi finanziaria prossima ventura
Consulenti alla sbarra
Lo strappo della FIOM e l’imprenditorialità di popolo
Dialoghi e progettualità sociale
Ricominciando: i nostri progetti e gli obiettivi.
Arrivederci con una promessa.
Alitalia: una storia di irresponsabilità sociale diffusa.
Un engagement efficace ed efficiente degli stakeholders tradizionali, spontanei e locali
I convegni sulla Csr: ritrovo tra i soliti noti.
Troppi estremisti non permettono di decidere?
Vendita Telecom e responsabilità sociale: il nostro rapporto di analisi.
La FIOM non vuole la Borsa?
Lezioni da Danone, Sony e Reale Mutua
L’utopia del dialogo … o della decisione?