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complessità , teoria delle reti

Strumenti per l’analisi delle reti sociali.

Carlo Mazzucchelli

Una evoluzione del social networking in rete.

( Immagine di copertina di Richard Downs )


Per chi come me ha iniziato a navigare in rete quando non esistevano ancora i browser a facilitare la vita del navigante e a rendere più produttive le serate, è difficile non entusiasmarsi di fronte alle nuove possibilità offerte oggi dalla rete per la costruzione di vere e proprie reti sociali. Si tratta forse di un’altra delle molte mode passeggere della rete ma che vale comunque una osservazione ed una riflessione attenta per le molte funzionalità relazionali introdotte dai nuovi strumenti, per la sua caratteristica di socialità attiva ma anche per le opportunità di guadagno da essa offerte.

Ancora una volta i venture capitalist sono stati essenziali nel far decollare il fenomeno. Il primo progetto su cui sono stati fatti investimenti consistenti è stato Friendster (20 milioni di dollari di finanziamenti) a cui poi sono seguiti Linkedin ( 15 miloni di dollari), Tribe.net (6 milioni di dollari) e molti altri, anche in Europa (Ecademy, OpenBC ecc.).

Le reti sociali che abbiamo visto svilupparsi in rete si sono caratterizzate per i loro diversi orientamenti e i diversi tipi di utenza a cui si sono rivolte. Friendster è stato pensato essenzialmente  per persone alla ricerca di nuove amicizie o persone single alla ricerca di appuntamenti galanti. Linkedin fin dall’inizio ha puntato sulle persone alla ricerca di nuove opportunità di lavoro, sulle aziende in cerca di disintermediazione per arrivare a nuove competenze e professionalità in tempi più rapidi, e sui cacciatori di teste aiutandoli nella loro quotidiana ricerca di professionalità.  Tribe.net è nato invece come un ritrovo tra amici ed offre la possibilità di risolvere piccoli problemi pratici legati al divertimento, alla vendita o all’acquisto di oggetti usati (ebay) ecc..

Il meccanismo di base di tutti questi strumenti rimane lo scambio di conoscenze tra amici o colleghi, e la costruzione di nuove relazioni con persone sconosciute sulla base di  una comunanza di interessi, di conoscenze, di esperienze e, in prospettiva, di benefici personali.

Mentre i progetti sopra citati, soprattutto grazie al passaparola in rete, hanno avuto un successo immediato ed esponenziale, altri progetti come ad esempio Emode, sono affondati in tempi relativamente brevi. Probabilmente la lotta per il dominio del mercato non è ancora terminata, se è vero che aziende come Linkedin sono oggi alla ricerca di nuovi modelli di business in grado di garantire una attività di networking libera e gratuita, unitamente ad una che prevede invece il pagamento di un canone variabile legato a servizi differenziati. Eppure il valore del mercato in gioco è grande ed è stimato oggi in quasi 500 milioni di dollari. Si tratta di un mercato potenzialmente importante perché il social networking in rete è uscito fuori dalla sua caratteristica iniziale, quella di offrire servizi di incontri online, per diventare oggetto di analisi e applicazione da parte di coloro che, nel mondo della ricerca e in azienda, si stanno interessando da tempo alle modalità con cui le persone si relazionano tra loro e comunicano all’interno di organismi aziendali, gruppi sociali e organizzazioni in genere.

Le soluzioni in rete applicate alle reti sociali hanno valenza anche più rilevanti in settori diversi quali la biologia, la fisica, l’epidemiologia e in genere per tutte quelle scienze che studiano oggi i fenomeni umani in coerenza con i nuovi principi definiti dalle scienze della complessità ( per saperne di più International Network for Social Network Analysis ).

Una applicazione interessante di strumenti di analisi delle reti sociali è avvenuta all’interno della disciplina di Knowledge Management che molte aziende stanno sviluppando per poter gestire al meglio l’intangibilità delle proprie risorse e il capitale intellettuale da esse rappresentato. La quantità intricata di relazioni che intercorrono tra le persone coinvolte in una organizzazione  e i flussi di comunicazione che le caratterizzano rappresentano una ricchezza intangibile su cui vale la pena investire. Le reti sociali guardano a questo complesso di entità, le persone nell’organizzazione e le varie unità organizzative, come un ingegnere della rete guarda ad un network di computer. Mentre nella rete i computer sono tra loro collegati da una rete di cavi e interconnessioni logiche, nelle organizzazioni umane, le persone sono tra loro connesse da un insieme di relazioni sociali, che vanno dall’amicizia, al rapporto di lavoro professionale, alla rivalità e al conflitto.

Disporre di meccanismi e strumenti in grado non solo di analizzare i dati relativi a queste relazioni e flussi di comunicazione ma anche di visualizzarne graficamente le risultanze è diventato sempre più uno dei compiti principali per i Knowledge Management Office di molte aziende.

Il mercato offre oggi una vasta gamma di soluzioni e prodotti per l’analisi delle reti sociali. L’idea di base di queste soluzioni fa riferimento alle teorie della complessità che hanno focalizzato sempre di più l’attenzione sugli aspetti biologici e sociali delle realtà aziendali, delle attività economiche e in genere delle organizzazioni sociali. Il valore  non viene più collocato nelle setrili banche dati dei computer ma nell’intelligenza che caratterizza la vita sociale e relazionale dell’organizzazione. Nella realizzazione di una rete di computer in grado di sostenere lo sviluppo del business aziendale, l’attenzione deve oggi essere spostata dalle macchine alle persone e al loro modo fluido, elastico e non prevedibile di relazionarsi e collaborare tra loro.

Uno dei primi strumenti messi a dispozione del mercato e oggi forse lo strumento più conosciuto è InFlow di Valdis Krebs. Si tratta di un  un software per l’analisi delle reti sociali, usato tra gli altri da Ibm, Lucent, Shell, Ernst&Young, PricewaterhouseCoopers e Kpmg.

Un altro prodotto molto interessante è IQUEST di proprietà della iQuest Analytics, Inc.,(iQuest) che sviluppa e commercializza software e servizi per aiutare le aziende a prevenire e predire il futruro. Il prodotto permette di analizzare, misurare, ottimizzare e quindi visualizzare le relazioni nascoste esistenti tra elementi diversi di una rete attraverso il mining di dati non strutturati reperibili sul web, nei log della posta elettronica, negli archivi vocali delle telefonate, nelle intranet ecc. L’applicazione può essere assimilata ad un cruscotto aziendale con numerose funzionalità utili ad estrarre utili informazioni da dati non strutturati in tempo reale. Uno dei fondatori di iQuestAnalytics, Peter Gloor, ha recente pubblicato un voluminoso libro sull’argomento delle reti sociali e gli strumenti utili alla loro analisi. Il libro, intitolato Swarm Creativity – Competitive Advantagethrough Collaborative Innovation Networks, è stato pubblicato dalla Oxford University Press nel dicembre 2005.

Un terzo prodotto che merita di essere menzionato è Netminer . La soluzione ha integrato gli standard disponibili e le più recenti metodologie di SNA con le più moderne tecniche per la rappresentazione grafica dei risultati.

Infine per quanti di voi fossero interessati ad un elenco completo di strumenti software oggi disponibili suggersico di visitare il sito web della ISNA (International Network for Social Network Analysis).

Anche in Italia sono nate negli ultimi anni realtà imprenditoriali che, a partire dal lavoro di ricerca e sviluppo fatto nelle Università, hanno sviluppato strumenti di analisi delle reti sociali oggi disponibili sul mercato. Quanto poi il mercato e le aziende italiane siano oggi pronti a recepire e ad utilizzare strumenti di questo tipo per affrontare le sfide della complessità, è tutto ancora da dimostrare.

Carlo Mazzucchelli
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by Carlo Mazzucchelli last modified 31-10-2007 10:17
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