|
A fine testo il bottone per commentare e partecipare alla discussione
LITO o Living Information Technology Organism
Alessandro Lorenzelli
SOA non è neanche più un’architettura, non si costruisce più una “casa informatica” fatta di mattoni che non si muovono dalla loro posizione e rimangono immutabili fino alla sostituzione o distruzione, ma si definisce invece la creazione di un organismo informatico vivente In fondo se si presuppone di creare qualcosa che reagisca alle mutazioni, stiamo in fondo parlando di una struttura che, con le dovute cautele, è “informaticamente” vivente, sente, si organizza, reagisce, spedisce istruzioni alle sue terminazioni, ne prende gli input di feedback e, in un certo qual modo, impara e si rinnova, costantemente. Altrimenti si dovrebbe parlare di risposta, automatica, strutturata ma preordinata secondo uno schema individuabile di causa-effetto. È sicuramente una concettualizzazione aggressiva, ma è l’unica rappresentazione coerente per tenere di conto di tutte le tematiche che, ad oggi, entrano nel concetto di SOA e nelle rappresentazioni, reali o marketing, che ha questo “pensare informatica” oggi. L’estensione funzionale di questa concettualizzazione è la definizione, potenziale, di raggruppamenti operativi all’interno dell’impresa che esistono in funzione della manifestazione di un determinato fenomeno esterno e si attivano fino all’esaurimento del fenomeno stesso. Potrebbero essere chiamate TABU - Temporarily Active Business Unit(s). Le TABU quindi si compongono e si aggregano per condizioni ad hoc, e sono formate da elementi che, in condizioni di “navigazione aziendale inerziale” sono attive in altri compiti. Le TABU sono solo ed esclusivamente la sublimazione di parti di capacità diverse in elementi diversi. È un’ipotesi che sfrutta alcune teorie delle reti sociali applicate ai contesti aziendali e le idee relative alle comunità d’interessi, estese al contesto impresa.
Tutto questo è una chiara rappresentazione, secondo quelle che sono le teorie della complessità, del caos e dei comportamenti di sistemi complessi, del tentativo umano di rispondere alla complessità esterna oggi incontrollabile, con una sovrastruttura informatica che “mima” i comportamenti degli organismi complessi di livello elevato (esseri viventi e comunità di esseri viventi), partendo da una struttura che è a complessità media (sistemi informatici). Chiaro che il tentativo è “evoluzione” e non certo “innovazione”.
Rileggere le note potrebbe far pensare a qualcosa di eccessivo rispetto al contesto che si va a trattare. È possibile, certo, che una strutturazione del pensiero in questa direzione sia fin troppo elevata, d’altro canto l’industry stessa si fa portatrice di una serie di “input” e di comunicazioni che, se intendiamo ragionarle in maniera pur parziale ma sostanzialmente corretta, porta a questo tipo di concettualizzazioni.
“Sfruttare i cambiamenti come vantaggio competitivo” significa creare un nuovo meta-requisito che è la capacità di reagire ai cambiamenti di requisito business.
Alcuni sostengono che “non si può far bollire l’oceano” per cui è necessario definire gli ambiti operativi di una SOA all’interno dell’impresa. Questo è da un certo punto di vista anche ragionevole, ma allora non è più corretto parlare in termini entusiastici e particolarmente aulici di imprese dinamiche e agilità del business se non si opera e razionalizza in termini di “enterpise wide”. È certo possibile ritenere che una parte del sistema, prima di altre, sia in grado di partire con un nuovo paradigma di evoluzione, ma è altresì necessario comprendere a perfezione che, se la strada intrapresa è questa, l’evoluzione dell’intero sistema è inevitabile, pena, probabilmente, l’elisione del sistema dal contesto in cui si trova.
Come in tutti gli organismi viventi, anche in un LITO esistono funzioni che consumano energia (informazioni??) e altri che producono ciò che si consuma. Questo è fondamentale da determinare nell’organizzare e/o analizzare un organismo informatico complesso, di conseguenza l’organizzazione di cui è cuore, cervello e sistema nervoso.
Inoltre, secondo quanto assumibile dalla teoria delle reti, è possibile che all’interno di un’organizzazione esistano aree, sottosistemi, divisioni, componenti che hanno un livello di interconnessione (posizione nodale) elevato rispetto ad altre parti dell’organizzazione. È assumibile che da questi nodi possano entrare e distribuirsi fattori evolutivi più che da altre strutture aziendali. Chiaramente questi “nodi” sono quelli che il sistema sensore deve meglio presidiare per comprendere, sentire quale è la possibile direzione evolutiva. La risposta del LITO è immediata.
Una annotazione è dovuta e fondamentale: da quanto espresso è logica conseguenza pensare che non esistono due LITO uguali, in tutto e per tutto, ma è certamente possibile che possano emergere similarità o, altresì, “best practices” su come fare a raggiungere lo status di LITO partendo da una struttura informatica para-statica di causa-effetto. |
Commenti a questo ArticoloContenuti allegatiArea DownloadArticoli referenziatiUtenti referenziatiAltri Articoli della Sezione |
