la sindrome di cassandraLa Provocazione..Con l'esperienza maturata negli anni, mi sono accorta di soffrire della sindrome di Cassandra. Nelle relazioni affettive, nel lavoro, qualche volta anche nella politica "VEDO" con chiarezza dove portano comportamenti, azioni, modi di interagire nella rete di persone che mi circonda. Purtroppo però ogni volta sperimento la mia totale incapacità a governare il cambiamento per evitare esiti catastrofici. Non so se essere frustrata per i miei molti fallimenti o soddisfatta della mia capacità di prevedere l'esito delle cose... poi, a distanza, magari arrivano sensi di colpa... che sono la spia del desiderio di onnipotenza. Non ricordo più come finì Cassandra... non bene, mi pare. La Nostra RispostaCassandra morì uccisa dalla moglie di Agamennone, per gelosia - non una bella fine per una profetessa! La tua citazione di Cassandra è comunque molto efficace per descrivere la situazione sempre più diffusa in contesti complessi, ossia altamente dinamici e con intrinseche 'biforcazioni' imprevedibili. Partiamo dal mito: Apollo concesse il dono della profezia in cambio della sua verginità, ma Cassandra, appresa l'arte... rifiutò il compenso. Apollo infuriato le sputò in bocca togliendole la dote della persuasione, non quella della profezia - da qui i guai di Cassandra: predire il futuro, ma non poterlo condividere con nessuno! Morale per l'attuale mondo della complessità: la capacità profetica si traduce nel talento, quello vero, di saper immaginare nuovi mondi impensati prima e meglio di altri; le biforcazioni nelle evoluzioni di fenomeni complessi, e persino caotici, realizzano scenari imprevedibili e spesso sensibili a minime perturbazioni o variazioni delle condizioni iniziali ("Effetto Farfalla"). La struttura cerebrale femminile, con un corpo calloso più robusto di quello maschile, facilità l'interscambio di informazioni tra i due emisferi esaltando le capacità di pensiero laterale, creativo, immaginifico - senza tante inibizioni razionalistiche imposte dal rispetto assoluto del senso della realtà. Ecco che il vedere scenari impensati - e impensabili da altri!- diventa una dote preziosa in contesti altamente dinamici, complessi e quind iimprevedibili, ma si scontra con gli schemi mentali rigidi in tante persone e aziende ancora fedeli ai principi di una scienza deterministica e 'laplaciana' che crede nella prevedibilità e pianificabilità (dogma sopravvissuto fino agli anni '70 con la nascita della Teoria della complessità e del Caos) Vaccini contro questa sempre più moderna "Sindrome di Cassandra"....? Mi vengono in mente Gandhi: "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" , e John Lennon in Imagine: "You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one!" Morale: sii sempre più te stessa con tale dote difficile, ma uniscilo e uniscii te stessa a tanti che vedono già la realtà come la vedi tu. Partecipa attivamente alla comunità di Complexlab pubblicando (anche col ns aiuto all'inizio), oltre a questa interessante provocazione, anche tuoi commenti, articoli e visioni nella tua pagina personale e in home page! Grazie! |
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E così ci ritroviamo !!! bello, un sito interessantissimo anche se non capisco tutto sulla rete, ma è bello ritrovarci Paola Ruberl