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Gestione Della Complessita – Un’Altro Sguardo Alla Gestione Del Rischio

Esiste un importantissimo principio – il Principio di Incompatibilità – il quale asserisce che un’elevata complessità non è compatibile con un’elevata precisione. Più un qualche cosa è complesso, più diventa diffuso – pensiamo al clima, l’economia, il traffico in una grande città, la società, l’internet, una grande azienda. Quando ci troviamo di fronte alla complessità la nostra capacità di fare previsioni si riduce notevolmente, proprio perchè la natura stessa della complessità non ammette precisione. Proprio quando la ricerca dell’ottimo e della perfezione continui ad imperversare, stanno emergendo nuovi e più razionali metodi per la progettazione avanzata e per la gestione di sistemi complessi. Uno di questi metodi si basa proprio sulla complessità. La società Ontonix S.r.l. (www.ontonix.com) è la prima al mondo ad offrire uno strumento che è in grado di misurare e gestire la complessità. Ma perchè è importante gestire la complessità? Una buona ragione sta nel fatto che la complessità di tutte le cose che ci circondano sta aumentando a dei ritmi allarmanti. In secondo luogo, un’elevata complessità implica fragilità. Fragilità è sinonimo di vulnerabilità, di rischio. Gestire la complessità, quindi, è come gestire il rischio. Sicuramente moltissime aziende preferirebbero conoscere ed abbassare i loro rischi (rischi operativi o finanziari, per esempio) piuttosto che incrementare la produttività di quel mezzo percento. La parola d’ordine oggi e gestire razionalmente il rischio, non spingere le prestazioni al limite. Visto che è proprio la complessità dei nostri prodotti e dei sistemi produttivi – per non parlare dell’economia o della società multi-culturale e multi-raziale – che ci sta sfuggendo di mano, è sulla complessità che ci dobbiamo concentrare. Ogni sistema può arrivare, nel suo sviluppo e nella propria evoluzione, ad un limite fisiologico di complessità massima, oltre il quale non è più possibile andare. Stare vicino a questo limite significa essere fragili. Costruire, quindi, prodotti troppo complessi, è rischiso. Più le coso sono spinte e performanti, più sono complesse, e quindi più fragili. Ogni cosa ha un proprio limite. Più siamo vicini a questo limite, più rischiamo. Grazie alla complessità, ma sopratutto grazie al suo studio, oggi si può capire quali siano questi limiti.

 

Ontonix ha stabilito un’equazione che lega la complessità e la fragilità: Complessità * Incertezza = Fragilità. Secondo questa equazione, a parità di incertezza – per sempio quella derivante dall’ambiente nel quale un particolare sistema si trova a funzionare – è la soluzione con minor complessità ad offrire più robustezza (ciòé la meno fragile). E’ chiaro, quindi, che la misura della complessità diventa il punto focale della sua gestione. Grazie a questa nuovissima metrica di complessità è possibile quindi utilizzare la complessità stessa come un attributo di progettazione e di gestione. Abbiamo moltissimi esempi, che spaziano da applicazioni bancarie, mediche a gestione di traffico o progettazione avanzata di componenti aerospaziali. Le opportunità che questa nuova tecnologia offre sono immense. E’ indubbio che a tutti interessano soluzioni meno complesse ai loro problemi. In effetti, oggi è possibile aggiungere una nuova dimensione al processo decisionale e di renderlo più razionale: per un dato probelam si generano due o più opzioni, si misura la complessità di ogni opzione e quindi si sceglie, tra tutte quelle che soddisfano certi requisiti e vincoli , quella meno complessa. A partià di prestazioni è quella che ci darà meno problemi nel futuro – è quella più facile da gestire. Questo principio assomiglia tantissimo alla nota lama di Occam: la migliore soluzione è quella più semplice. Vediamo ora qualche applicazione pratica di questa nuovissima filosofia di gestione, decisione e progettazione.

 

Process map di una centrale nucleareAnalisi sicurezza centrale nucleare. Gli impianto nucleari sono particolarmente critici dal punto di visto della sicurezza. Attualmente, Ontonix è coinvolta in un progetto di una centrale nucleare di quarta generazione a Koeberg, nei pressi di Cape Town in Sud Africa. I progettisti della centrale e dei suoi impianti analizzano moltissimi scenari operativi, compresi quelli critici, nei quali si può verificare un’ipotetica fuoriuscita di sostanze radioattive. Queste analisi si basano su simulazioni Monte Carlo che, come abbiamo già visto, sono dati in pasto all’ OntoSpace™, che fornisce, per ogni scenario, le misure di complessità e quindi di fragilità (rischiosità).


Process map del traffico aereo in un aeroportoAnalisi traffico aereo.  Ontonix collabora con un’azienda Spagnola che è responsabile della gestione del traffico aereo su tutto il territorio Spagnolo. Ormai sappiamo che un’elevata complessità implica fragilità e quindi elevato rischio. Siccome all’ente gestore del traffico interessa moltissimo la sicurezza del traffico stesso, è chiaro come l’analisi del traffico con OntoSpace™, in ogni aeroporto, e durante tutto l’anno, può fornire una mappa temporale della complessità e quindi della fragilità del traffico. Si possono classificare gli aeroporti secondo complessità (= difficoltà di gestione) oppure stabilire, per ogni aeroporto, quali sono i periodi dell’anno nei quali il traffico è più complesso. Finalmente, si possono stabilire, per ogni aeroporto, i limiti massimi di complessità di traffico (e condizioni meteorologiche) che essi possono sostenere senza metter a repentaglio la sicurezza. Conoscere queste soglie di complessità sostenibile – detta anche complessità critica – è importantissimmo se uno vuole incrementare la densità del traffico in una certa zona dello spazio aereo.

Process map di una filiale di una bancaBasilea II. I recenti accordi di Basilea II impongono non soltanto alle banche ma anche alle aziende di implementare una più attenta analisi dei rischi. Tipicamente, si parla di rischi operativi, finanziari e di credito. Chiaramente, esistono tantissimi strumenti di calcolo che permettono oggi giorno di studiare queste forme di rischio da diversi punti di vista. Con OntoSpace™ oggi si è in grado di effettuare un’analisi del rischio dal punto di visto olistico e globale come non era mai possibile prima. In fatti, analizzando i dati finanziari, bilanci e dati di gestione – intendiamoci, si tratta di dati che ogni azienda possiede – si ottiene misure di fragilità globale e locale, indicazioni sui punti più probabili di “rottura”, delle intuitive mappe che rappresentano l’azienda in una maniera grafica e dinamica, ed infine, delle indicazioni su come facile o difficile è la gestione della stessa. In poche parole, abbiamo finalmente un indice globale dello stato di salute generale di un’azienda o di un’organizzazione. Ontonix collabora attualmente con una banca Italiana nell’analisi dei dati delle proprie filiali, avendo come obiettivo l’identificazione delle filiali più performanti e quelle più difficili da gestire e controllare.

Mappa di un paziente dopo l'operazione al cuoreApplicazioni mediche. Nel 2007 Ontonix ha cominciato una collaborazione con un ospedale Olandese, nell’ambito della quale si studia la complessità dei dati ottenuti monitorando pazienti malati di cuore. In particolare, si raccolgono e si analizzano dati relativi alla fase di operazione e a quella successiva, ossià quando il paziente si trova nel reparto di cure intensive. Visto che la complessità è un’ottimo indice dello stato generale di salute di un sistema, perché non applicarla al monitoraggio di pazienti? Qualsiasi fluttuazione di questo indici indica bassa stabilità del paziente e quindi i rischio che la situazione possa sfuggire di mano. Valgono esattamente le stesse considerazioni fatte per le aziende, le grandi organizzazioni o sistemi di traffico. Più ci si avvicina alla propria soglia di complessità massima, più il sistema è “malato” e difficile da gestire. Nel progetto in questione, vengono misurati e confrontati i livelli di complessità – assieme ai corrispondenti valori critici – di pazienti sani e malati. L’obbiettivo è quello di stabilire uno strumento analitico che possona fornire non soltanto una misura della gravità, o “difficoltà” di ogni paziente, ma allo stesso tempo di suonare un campanello d’allarme per un paziente sano al momento del checkup.


by Jacek Marczyk last modified 03-04-2007 11:10
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